mercoledì 14 agosto 2013

I GEROGLIFICI DI FABIO SQUEO




Fabio Squeo Pittore
(a cura di Domenico Ruggiero)



Domenico si è accorto delle capacità artistiche di Fabio e lo
ha invogliato  ad esprimere, con i mezzi che lui stesso
desiderava, le sue performance.
Man mano che il tempo passava Squeo dimostrava
di essere un artista a 360°. Il suo mezzo di locomozione
è la penna BIC, che lui usa a mo' di geroglifico, usando
la mano sinistra, visto il suo senso levogiro di nascita.
Con questa tecnica passa da espressioni di volti affranti
a dolcezze di volti amorosi, da figure bizzarre a studi
leonardeschi, incosciente come sempre di ciò che è stato
rappresentato ma sveglio col tratto pennifero, nero su nero,
bianco su bianco, nei, e nasi bislunghi.
Opere alla De Chirico, Dalì, Magritte, Carrà,
per lui naturali; come le sue opere,
non volute, non studiate, ma precise e spontanee.
Escono ed entrano personaggi capricciosi, eloquenti,
vanitosi, effervescenti, lungimiranti, come le sue opere.
In breve tempo diventa maestro di se stesso ed annaspa
tra pesci volanti e pianti di ragazze solitarie.
I suoi disegni fanno breccia nella gente, che
apprezza le sue opere, ed egli incosapevole ed indefesso
continua a svolgere il suo lavoro in maniera certosina e canonica.
Ciò che fa di Fabio Squeo un artista eclettico ed originale
in tutto e per tutto, sono i suoi geroglifici che parlano al posto
dei personaggi e restano eterni nel tempo.
Geroglifici che sono una prerogativa di Fabio e solo Fabio
può far parlare la sua penna BIC.

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