mercoledì 28 novembre 2012

lunedì 5 novembre 2012


POESIA - (In mezzo romanesco - 6-11-2012)
Navigando, rotolando
semo arrivati alla cima del mondo.

Da lì
il profumo, il sapore
è tutta n’atra cosa.

Se sta molto bene.

Che!
C’è voi veni’ pure tu?

Fàtte coraggio
e parti all’arrembaggio

ma non portarte niente appresso
che qui c’iavemo tutto!

sabato 3 novembre 2012

Poesia - L'onda bislacca


Si è bislaccata l’ultima onda del sole
quella che porta la luce al colore
la vita ai mammiferi

che accende i fiammiferi
che brucia l’ossigeno

ossidandolo,
radiandolo dai consumi,
coriandolo di primavera.

Eppure l’uomo accorto
avverte nell’aria
odor di bruciato
e prega davanti al sagrato

prega seduto al selciato
prega
per non esser falciato.

D. Ruggiero, Bruno Mancini, Roberta Panizza

mercoledì 24 ottobre 2012

I DIVERSI (a cura di D. Ruggiero)


I DIVERSI
(a cura di D. Ruggiero)

Molto spesso siamo seduti al bar a bere un caffè

o in una pizzeria per un pezzo di focaccia e non ci

guardiamo nemmeno intorno per vedere chi è intorno a noi.

Siamo circondati da DIVERSI, uomini e donne di ceto diverso,

in condizioni diverse. E neppure badiamo a loro. Siamo così presi dal nostro egoismo che pensiamo solo a noi stessi.

Eppure quanta gente ha bisogno del nostro aiuto: se non di un sorriso, anche di un pezzo di pane, di una forchetta di riso …

C’è gente per strada che chiede inutilmente il nostro aiuto, ma noi a mezzogiorno buttiamo pane, carne e quant’altro.

Abbiamo avuto la fortuna di nascere in occidente, abbiamo avuto la fortuna di nascere da famiglie con un posto di lavoro… e poi non pensiamo che quello che è accaduto ai DIVERSI, domani potrebbe accadere a noi.

E tra i DIVERSI – non parlo solo di extra-comunitari – c’è gente anziana, maltrattata da dipendenti socio-sanitari in case di riposo, c’è disabili di cui lo Stato si è dimenticato, c’è gente che ha perso il posto di lavoro e lo Stato si è dimenticato,  c’è… c’è… ma NOI non ci siamo.

In pochi credono alla reincarnazione, in pochi credono alla giustizia e provvidenza divina, non di DIO, ma di un DIO di qualunque religione.

Eppure tutti pregano, vanno a messa, peccano, mangiano e poi … non ci sono.

Questo discorso è duro, perché in primis tocca a noi curare i DIVERSI, poi allo Stato, che dovrebbe istituire delle equipe, delle commissioni per indagare sui motivi di questo scempio, sui motivi del degrado di una parte della società.

Quando poi dico che dovremmo essere noi ad occuparci dei DIVERSI, non voglio dire che dobbiamo pensare a tutti e a tutto, perché ciò equivarrebbe alla nostra morte; ma per lo meno avere la sensibilità di pensare col cuore a chi ha forti necessità o a chi ha veramente bisogno, oppure se qualcuno ha la scorza dura, ogni tanto … fare, … aiutare, i DIVERSI in maniera diversa. Una mattina, ogni tanto, alzarsi, sistemarsi, far colazione e dedicarsi a questi esseri, che pur nelle loro colpe, come noi, pur nei loro bisogni, come noi, … hanno più necessità di noi.  

24-10-2012

sabato 20 ottobre 2012

IL MUONE DI DOMENICO RUGGIERO COLPISCE ANCORA


A PROPOSITO DEL MUONE DI DOMENICO RUGGIERO,
QUALCUNO SI E' PRESO LA BRIGA DI INDAGARE E RIFLETTERE.
PERCIO' HA INSERITO LA SEGUENTE NOTA:
  1. § il blogger poeta Domenico Ruggiero - luglio 2012 - riferisce chiaramente e commenta cripticamente su bosone di Higgs

    scienze quantic fisica poesia scienzestocastiche probabilità
    Nel film e opera teatrale di Tom Steppard (o nome simile) "Rosenkranz e Guildenstern sono morti" ispirato all'"Hamlet" dello Shakespeare,
    Rosenkranz (o Rosenkrantz) lancia una moneta e gli esce "testa" per centinaia di volte.
    Che esca "testa" 21 volte di seguito credo possibilissimo.
    Basta crederci.
    Così forse la realtà si adatta alla fede.
    La fede smuove montagne, potrebbe ben smuovere una particella subatomica, od onde subatomiche a formare una roba come una particella che eventualmente non esisterà mai più,o addirittura che esista da allora..

    TUTTO E' RISCONTRABILE SUL SEGUENTE LINK, CLICCANDO SUL BOLLINO BLU +, in alto a destra:
    http://www.icyte.com/saved/domenico-ruggiero.blogspot.it/635582?key=8d8f285b899a31265818a851b6bb80190d384714

    IL TUTTO A CURA di www.icyte.com

GRAZIE A CHI L'HA SCRITTO. MI CONGRATULO CON LUI.
GRAZIE A TUTTI I LETTORI CHE VORRANNO PRENDERNE
VISIONE.
GRAZIE A TUTTI COLORO CHE CON CRITICA,
APPREZZERANNO ANNI ED ANNI DI RICERCA E PASSIONE.

domenico ruggiero

lunedì 15 ottobre 2012

Premio speciale - poesia internazionale Ilaro del Corvo


A DOMENICO RUGGIERO E' STATO RILASCIATO ,
DALLA
 GIURIA, IL PREMIO SPECIALE.


Centro Lunigianese di Studi Danteschi 
IN COLLABORAZIONE CON 
Società Dante Alighieri 
Comitato della Spezia 
PRESENTA 

Premio Internazionale di Poesia per la Pace Universale

‘Frate Ilaro del Corvo’

XXX EDIZIONE (2012) 

Il Centro Lunigianese di Studi Danteschi (CLSD),
in collaborazione con il Centro Culturale ‘Il Porticciolo’ e con la Società Dante Alighieri, Comitato della
Spezia, indice l’edizione 2012 delPremio Internazionale
di Poesia per la Pace Universale ‘Frate Ilaro del Corvo’
.

Il Premio - ideato e fondato dal prof. Carlo Clariond e dal compianto
studioso amegliese Ennio Silvestri - restituito a nuova vita nel 2008
ad opera del CLSD, si ispira da sempre alla presenza di Dante al
Monastero di Santa Croce, in Ameglia, così come essa ci viene
testimoniata dall'Epistola di Frate Ilaro del Corvo a Uguccione della Faggiuola, manoscritto autografo del Boccaccio che trovasi nel Codice XXIX Pluteo 8 presso la Biblioteca Mediceo-Laurenziana di Firenze:
al buon Ilaro, che gli chiedeva cosa cercasse, il Sommo Poeta riferiva laconico: “Pace, pace…” e gli consegnava una copia originale del
libretto dell'Inferno da indirizzare in dedica assoluta al condottiero
ghibellino. Vi si dichiara che la seconda Cantica, il Purgatorio, sarebbe andata invece in dedica a Moroello Malaspina, marchese di Giovagallo,
in Lunigiana, mentre sappiamo che il Paradiso fu alfine assegnato alla
gloria del veronese Cangrande della Scala. Con la gestione CLSD,
scuola della Pax Dantis®, il Premio ha assunto una connotazione
specialistica di Premio per la Poesia di Pace Universale.
In questa veste questa del 2012 è la V edizione. 

REGOLAMENTO 

A - Norme generali 

1 - La partecipazione al Concorso è aperta a tutti gli Autori che abbiano realizzato un’opera poetica, edita o meno, inerente il tema generale della PACE UNIVERSALE o i grandi Valori Neoplatonici che Dante pone alla base delle tre Cantiche della Divina Commedia secondo l’ermeneutica sviluppata dal Centro Lunigianese di Studi Danteschi (CLSD): GIUSTIZIAAMOREPOESIA

2 - Gli argomenti devono essere trattati in forma precisamente universale: non saranno accolte opere che pongano in evidenza pretese soluzioni in chiave di settarismo ideologico o religioso, ovvero che siano tese ad affermare un ruolo privilegiato nella Storia - nel senso ristretto di una affermazione formale di superiorità o di primato - di una determinata cultura rispetto alle altre. 

3 - Le opere (massimo tre titoli), edite o inedite, devono essere inviate in unica copia, entro il 31 LUGLIO 2012, al seguente indirizzo: Centro Lunigianese di Studi Danteschi, “Premio Frate Ilaro”, via Santa Croce 31, c/o Monastero del Corvo, 19031Ameglia (SP)

4 - Allegati richiesti: I) Informativa Anagrafica contenente, oltre ai titoli
delle opere presentate, i propri recapiti postali, Internet e telefonici; II) Curriculum vitae artistico con indicazione dei principali riconoscimenti eventualmente ricevuti ai fini di un possibile ‘Premio alla Carriera’ (parte B); III) Dichiarazione recante la seguente dicitura o equivalente: «Il sottoscritto dichiara di avere preso visione del regolamento del Premio e di accettarne in pieno, e senza riserva alcuna, il contenuto; dichiara altresì di essere l’autore dell’opera presentata».

In ordine a quanto sopra richiesto ai singoli Autori, nessuna responsabilità potrà essere attribuita al CLSD nel caso di dichiarazioni mendaci. 

... omissis....

6 - Il CLSD dichiara che i dati personali dei partecipanti avranno natura esclusivamente interna al Premio. Ciò nonostante, il Partecipante
manleva da ogni responsabilità il CLSD per i dati forniti nel documento
di Informativa Anagrafica ai fini della legge sulla Privacy. 

7 - Il giudizio espresso dalla Commissione d’Esame è insindacabile. 

8 - Le assegnazioni ai vincitori avverranno secondo quanto previsto al punto B) del presente Regolamento. 

 

B – Premi, Riconoscimenti, Pubblicazioni. 

9 - Primo Premio assoluto: Assegno di € 400; Medaglia d’Oro; Attestazione su pergamena.

Secondo Premio assoluto: Assegno di € 250; Attestazione su pergamena.

Terzo Premio assoluto: Assegno di € 200; Attestazione su pergamena.

Premio alla carriera: Medaglia d’Oro al curriculum più prestigioso in Concorso; Attestazione su Pergamena.

Premi Speciali, Menzioni d’Onore, Segnalazioni: Libere Attribuzioni della Commissione d’Esame.

Pergamena: Tutti i partecipanti, nessuno escluso, riceveranno Attestazione su Pergamena di un passo ritenuto significativo di uno dei loro componimenti con  commento di un dantista.

Pubblicazioni:

- Tutti i lavori oggetto di Attestato delle ultime cinque edizioni del Premio, compresa la presente, saranno riuniti, in generale secondo le indicazioni espresse nelle Pergamene ricevute, con eventuali integrazioni, nella pubblicazione celebrativa “Infinite scintille di Pace”, edita dal CLSD, la quale potrà essere prenotata da ogni partecipante al prezzo di Euro 20,00 a titolo di contributo per la copertura delle spese di redazione, di pubblicazione e di spedizione dell'opera (per i membri della Compagnia del Veltro il prezzo richiesto è di 10 Euro). Tale cifra potrà essere versata secondo le modalità previste all'art. 5. Si precisa che la pubblicazione ordinerà per categorie
tutti i contributi dal grande Cantiere Poetico andando a costituire una vera
e propria monografia filosofica intorno al tema cruciale della Pace Universale, con un focus specifico sul modello della Pax Dantis® 
e sulle problematiche inerenti il problema massimo della Fratellanza.

- Tutte le opere vincitrici e tutti i passi segnalati di ogni lirica partecipante saranno fatti oggetto di pubblicazione sul bollettino on-line del CLSD ‘Lunigiana Dantesca’, indirizzato periodicamente via e-mail, in forma gratuita, ad oltre 1000 corrispondenti in tutta Italia.

Attestato di ‘Poeta di Pace’: Ai vincitori e a tutti i Poeti che, giunti alla terza partecipazione al Concorso, abbiamo ricevuto almeno una Menzione d’Onore sarà rilasciato l'Attestato, a firma del CLSD, di 'Poeta di Pace'.

Declamazioni: Le liriche vincitrici e i passi segnalati di ogni poeta presente alla Cerimonia di Premiazione saranno declamati dal vivo da una voce recitante della Via Dantis®.

Biblioteca Dantesca: Ogni lirica presentata in Concorso sarà depositata e catalogata presso la Biblioteca Dantesca Lunigianese ‘G. Sforza’ costituita presso la Casa di Dante in Lunigiana® a Mulazzo (Ms).

AVVERTENZA: in caso di assegnazione di Premi ex aequo la cifra corrispondente, anche ai vari livelli sottostanti, sarà frazionata in modo proporzionale. Sarà facoltà dell'Organizzazione del Premio procedere all'assegnazione di quanto dovuto, qualora opportuno, anche in opere
d’arte e in libri di valore equivalente. 

10 - L’evento della Premiazione si colloca in seno alla V Edizione del Dante Lunigiana Festival®. L’appuntamento è per le ore 10,45 della mattina di DOMENICA 25 Novembre 2012 presso la Sala Convegni del Monastero
di Santa Croce del Corvo
, ad Ameglia (SP). 

11 - In occasione della Cerimonia di Premiazione è previsto un Pranzo d’Onore, presso il refettorio del medesimo Monastero. I partecipanti che volessero unirsi in convivio devono prenotare per tempo alla presente Segreteria. Il corrispettivo di € 25,00 a testa sarà raccolto al momento dell’iscrizione della Cerimonia. 

12 - Ogni comunicazione va inviata all’indirizzo postale del CLSD (art. 3)
o alla mail:  
lunigianadantesca@libero.it 

 

D – Commissione d’Esame 

Direttore del Premio  Oreste BURRONI  (CLSD) 

Direttore Onorario    Carlo CLARIOND                                                                                          

Presidente              Giuseppe BENELLI (Docente di Filosofia del
Linguaggio, Università di Genova)

                                              

Membri

Pietro BALDI (Presidente Società Dante Alighieri, La Spezia);

Alessia CURADINI (Direttore ‘Casa di Dante in Lunigiana’®);

Rina GAMBINI (Presidente Associazione culturale ‘Il Porticciolo’);

Mirco MANUGUERRA (Presidente CLSD). 

 

      Società Dante Alighieri                                                                                                                                           www.ilcenacolodeifilosofi.it

      Presidenza Centrale

 

COMPAGNIA DEL VELTRO®

........................................................................................La composizione di D. Ruggiero, pur essendo un
partecipante della prima volta, è stata inserita di
diritto nella pubblicazione "Infinite scintille di Pace",
che racchiude tutti i lavori oggetto
di Attestato delle ultime cinque edizioni.


PACE UNIVERSALE

Volo libero
di guide modulate

guide al passo
su brecce d’argento

argento improvviso
in terra di pace

pace da scoprire
con ali di vento.
..........................................................................................

A DOMENICO RUGGIERO E' STATO RILASCIATO ,
DALLA
 GIURIA, IL PREMIO SPECIALE.


POESIA . ESISTENZA. CRISI


POESIA . ESISTENZA. CRISI

Oggi sono stato poco bene. Poi ho riflettuto. Ma perché ho riflettuto? Sulla vita, sulla poesia, sulla nostra cara esistenza. Sì, cara! Ma in tutti i sensi.
Cara come un voler bene a questa nostra vita; cara perché ci costa troppo; cara perché ci piace stare con gli altri e condividere emozioni; cara perché ci porta il dolore.
Niente di preoccupante, ben inteso.
Parliamone da un punto di vista ingegneristico.
Siamo dei palazzi. Ben piantati per terra, con fondamenta, a volte anche antisismiche.
Ma siamo sopra un pianeta, siamo sulla terra, su di una base.
La terra trema, per terremoti, per assestamenti; i palazzi (noi) incominciano a tremare, a scuotersi, a perdere l’equilibrio. Cadono i calcinacci sulla nostra testa; ci facciamo del male; i nostri quadri, le nostre viste dalla finestra per un po’ perdono la solita visuale, si annebbiano, si alterano; sono secondi, momenti infiniti, non so; ognuno ha il suo tempo.
E incominciamo a prendere appunti, appunto, sulla nostra cara esistenza!
E questo ultimamente lo avvertiamo molto sempre più frequentemente: nella società, in noi stessi, nei veri palazzi, nel cedimento delle istituzioni. Tutto traballa, ciò che ci circonda è entrato in fibrillazione, IN CRISI.
Le strutture non sono più solide. E’ la fine?
E’ la vetustà di questi palazzi? Di queste costruzioni?
Ognuno la prenda come vuole. Sono costruzioni andate in CRISI.
E quei palazzi (noi), che hanno subito di più il movimento tellurico ancestrale diventano poeti. Perché avvertono se stessi, avvertono quel mondo di cui hanno smosso le fondamenta; forse nemmeno lo sanno perché scrivono, forse pensano per diletto o giovamento; non sanno di essere andati in CRISI. Il desiderio intrinseco è di vedere un’altra natura umana che si mostra, un altro mare, un nuovo tipo di amicizia, una nuova minestra che si mangia dolcemente in compagnia. E non frettolosamente, per uscire da palazzi disabitati, lasciati alla mercé di estranei, perché si deve correre. La terra è in crisi, noi siamo in crisi, e i poeti aumentano.
Ma pensate che al tempo del Carducci vi erano tutti questi poeti? Era il CARDUCCI, che era andato in crisi.
Saffo entrò in crisi. Ogni tanto qualche palazzo qua e là traballava. Oggi traballano tutti, tutti diventano poeti, e nessuno sa perché. Forse perché sono aumentate le lauree, è stata favorita la conoscenza, oppure perché è aumentata la paura, l’insicurezza? Niente è più al suo posto. E noi andiamo avanti, corriamo all’impazzata, per far più confusione …
(Trani, - 14-10-2012)

lunedì 1 ottobre 2012

Un nuovo tipo di scrittura


IL TELEFONINO E LA SCRITTURA
(di Domenico Ruggiero)

Molto spesso ci dimentichiamo di tanti avvenimenti che sono
importanti ai fini dell'apprendimento futuro.
I nostri antenati quando pensavano (tralasciando i tipi di
pensiero...) trascrivevano i loro concetti, le loro parole,
le loro memorie, su fogli di carta; scrivevano con preziose
penne d'oca e pennini d'oro.
Ancora oggi, scrivere vuol dire, per es., prendere una biro
ed incidere con parole o segni un foglio bianco.
Ebbene, direte Voi, cosa ha a cha fare, con lo scrivere, iltelefonino...?
Siamo nel 2012, secolo non molto avanzato tecnologicamente
nel campo della Luce ma, per fortuna, conosciamo le onde
elettromagnetiche.
La voce, attraverso i micro-chip del telefonino, viene scrittasulla portante di un'onda elettromagnetica e modulata nella frequenza.

Quando l'onda attraversa un mezzo propagativo
(in questo caso, l'aria) la parola viene scritta nell'aria,
l'attraversa sull'onda e va...
Attraversa fiumi, mari, colline, montagne, e si ricongiunge
al destinatario, come posta raccomandata celere, che
raggiunge il luogo e la persona interessata per via telematica.
In realtà, il numero di telefonino corrisponde all'indirizzo,
completo di numero civico, del destinatario.
Così siamo in grado di comunicare con tutti, ma il parlare è un'utopia.
Noi scriviamo, con il telefonino.
E la fiaba continua.




lunedì 24 settembre 2012

Aforisma di D. Ruggiero (critica di Fabio Squeo)


"Il numero delle gomme della mia macchina
è maggiore del peso delle tue parole."

(D. Ruggiero)




La saggezza spesso si nasconde nelle cose comuni, nelle cose quotidiane e nel caso del prof.Domenico Ruggiero“nel numero delle gomme della sua macchina”. Credo che l’aforisma sia una delle chicche di pensiero tra i tanti aneddoti, riflessioni , parabole e altri pezzi di vita di tutti i giorni, conditi sempre da un' ironia solleticante,  che continuamente disappanna i vetri del suo parabrezza nelle umide serate invernali.
L’aforisma di Domenico Ruggiero rappresenta un’esperienza diretta costruita attraverso un faticoso percorso di costruzione logico-concettuale, dove l’autore accende un primo riflettore, giudica di doverne accendere un secondo ...  un terzo e un quarto, fino a che non ritiene di aver illuminato totalmente ogni aspetto della verità degli esseri.
Anche se ci troviamo in un’epoca storica,dove è difficile seguire il mondo “nell’accelerazione dei tempi”  - per dirla con Diego Fusaro - soppesandolo con gli occhi della sana ragione e dove la falsità prevaricatrice è donna seducente del nuovo secolo.
Ma le vie tracciate della ragione nell’aforisma dell’autore sono sempre le più oneste, le più sensate, ancor più provocanti, dinnanzi alle angherie e sfottò delle verità al massimo da tre soldi.

(Fabio Squeo)



Energia della mente (poesia di D. Ruggiero)


Energia della mente

(di Domenico Ruggiero)



Energia
sprigionata dalla mente pensante

 rovente di cicli mestruali

 per niente accondiscendente
ai circuiti del niente.


La luce dell’umanità


di Michele Lasala


Questa nuova lirica di Domenico Ruggiero pare ricordare una poesia di Giacomo Leopardi: il pensiero dominante. Nella prima strofa Leopardi scrive: «Dolcissimo, possente / dominator di mia profonda mente; / terribile, ma caro / dono del ciel; consorte / ai lugubri miei giorni, / pensier che innanzi a me sì spesso torni».

Per Giacomo Leopardi il pensiero dominante e persistente, quasi fastidioso come le mosche descritte da Guy de Maupassant, è allo stesso tempo dolcissimo e terribile, possente e caro, dominatore e consorte. È qualcosa che occupa la mente fino a tormentarla. Anche l’uso di aggettivi antitetici e contrapposti suggerisce l’idea di un tormento della mente. È qualcosa che si impone e fa stare male perché angoscia. Nella lirica di Ruggiero si avverte, pare, proprio questa dimensione angosciosa, questo stato di persistenza di un qualcosa che turba, ma che allo stesso tempo allieta. Per Ruggiero la “mente pensante” è fonte d’energia, anzi è essa stessa energia,  ἐνέργειαPuro calore, elemento che è alla base del movimento e della vita, come sosteneva lo stesso Eraclito. Ed è per questo che la mente per Domenico Ruggiero è “rovente di cicli mestruali”, è qualcosa di fecondo, qualcosa che ha in potenza la storia del mondo. Anche il termine “ciclo” usato dal poeta rimanda all’idea di movimento, di persistenza, di ciò che ritorna sempre uguale. Eternamente.

Ma è matrice di vita la mente solo nella misura in cui essa è in grado di non accordarsi o  “accondiscendere” a quelli che sono i “circuiti del niente”, come scrive lo stesso poeta.

Domenico Ruggiero, anche in questa lirica – scritta per altro senza troppo meditare su un pezzo di carta di giornale – ha cercato di esprimere, con una semplicità verbale che è cifra della sua poetica come della sua stessa vita, una grande verità: quella della grandezza dell’uomo.

L’uomo, come sostiene lo stesso Pascal, è come una canna, ma è una canna che pensa, cioè è un essere dotato di ragione, di spirito, di pensiero, di anima. L’energia dell’uomo è nel suo stesso pensiero, ma solo una mente capace di non accondiscendere ai “circuiti del niente”, come scrive appunto Ruggiero, può sprigionare una luce in grado di illuminare l’intero universo: la luce dell’umanità. Guardandosi dentro l’uomo può riscoprire la sua vera natura che prescinde da quelli che sono i condizionamenti imposti dalla cultura, dalla religione, dalla lingua d’appartenenza; quella natura che è il vero contrassegno  della sua grandezza e che gli proviene da un’altra dimensione, da un mondo altro, da un altro remoto abisso. Una natura che è dono di una mente superiore, assoluta. E allo stesso tempo libera.

Libera è anche la mente dell’uomo che ha la possibilità di trascendere il niente del quotidiano più banale e più scontato, il niente delle parole vuote gridate al vento, il niente dei discorsi vacanti di gente dimentica di sé.

Solo così l’uomo potrà riconoscere le potenzialità della sua mente e allo stesso tempo riconoscere che quella potenza, quella energia è il chiaro riflesso di qualcosa che ci fa essere quello che siamo, che ci dona la vita, così come ci dona  la parola. L’uomo potrà riconoscere che in fondo quella energia altro non è che un puro spirito, puro  λόγος. O più semplicemente, richiamando ancora Leopardi, “dono del ciel”.


mercoledì 22 agosto 2012

La tolleranza è oltre i limiti


LA TOLLERANZA E' "OLTRE I LIMITI"

(di D. Ruggiero)

Qualcosa mi dice che oggi non siamo più in grado di
intendere e di non volere.
In questo mondo di civiltà post-moderna ciò che manca è
la "tolleranza", anche se ciò può sembrare anacronistico.
Infatti, di fronte a qualunque evento fuori della norma siamo
abituati in questi giorni a sragionare dicendo:
"Cosa vuoi....
lascia andare....
ha bisogno...
non ha bisogno...
in fondo non è poi così grave...
è gravissimo..."
senza distinguere se il malfatto o il malfattore o l'evento
sono di natura oltre i limiti imposti dalla ragione,
... senza distinzione di sorta.
A questo punto occorre proporre un intervento di tipo
ingegneristico, in ogni campo: da quello delle arti a quello
della politica; dalle tasse al malcostume; dalle prigioni
ai diritti umani.
Non va bene dire: tutto è lecito o tutto non va, come
oggi si usa fare.
Sarebbe utile istituire, per ogni scala di Valori, un
"range di elasticità", una tolleranza di tipo ingegneristico
con limiti predisposti, oltre i quali non sia possibile andare.
Solo così è possibile lasciare la struttura in equilibrio,
in termini di stabilità.
Ogni ulteriore trapasso, a destra o sinistra, è sintomo
di pericolo per la vita sociale, o in termini di sperpero
di risorse o in termini di garanzie per gli individui,
e quindi va in ogni caso eliminato o estirpato o
previsto e curato, tralasciando gli interessi personali.
E' inutile dire "non ci avevo pensato", oggi, per arrivare
a non ritrovare più il filo della ragione, domani.
In ogni campo e situazione, l'uomo deve poter essere
"tollerante" ma non strafottente, sia verso le
"associazioni" sia verso "i singoli".
Solo così saremo amici del "nostro prossimo", amandone
i difetti ma non facendoci sopraffare dai suoi "pregi"
e solo allora la Società umana avrà un lungo periodo
di benessere economico e pace a volontà.

sito di domenico ruggiero


(D. Ruggiero - 22-8-2012)


sabato 4 agosto 2012

http://domenicoruggiero.it.gg/



La vita è ‘na pizza - 4 stagioni



Si nasce immaturi e bianchi
come i peperoni rossi

si cresce cotti e affumicati
come il prosciutto deficiente

si vive a spicchi delicati
come i carciofini sott’olio

si muore e si rinasce sempre
come i funghi all’ombra dei cipressi.

poesia del 5-8-2012


La vita è ‘na pizza - 4 stagioni


Si nasce immaturi e bianchi
come i peperoni rossi

si cresce cotti e affumicati
come il prosciutto deficiente

si vive a spicchi delicati
come i carciofini sott’olio

si muore e si rinasce sempre
come i funghi all’ombra dei cipressi.

sabato 21 luglio 2012

CRITICA VS D. RUGGIERO (20-07-2012)

CRITICA VS D. RUGGIERO (20-07-2012)





DOMENICO RUGGIERO, LÀ DOVE FINISCE L’ONDA, Albatros, Roma 2010, Pagg. 66, € 11,50

Domenico Ruggiero nato a Bitonto (Bari) nel 1950, ingegnere elettronico, si è dedicato all’insegnamento; dalla sua passione intima è scaturita la raccolta poetica Là dove finisce l’onda. Luca Ferretti nella prefazione ci invita ad andare oltre i limiti fisici e umani per percepire “un luogo dell’anima che è al tempo stesso tangibile e metafisico”, asserisce trattarsi di poesia essenziale che riduce al minimo le parole per giungere direttamente al cuore.
In effetti il linguaggio del Nostro si presenta sostanziale, ingegneristico, come la sua professione; robusta, ma potrebbe passare inosservata; senza ornamenti. E in ossequio a questa caratteristica, mira alle cose durature, lapidali, che contano, affrontando la vita con il suo bagaglio pesante per riscriverla, con la complicità del lettore cui è dedicata la raccolta, pregandolo di “non fuggire…” dinanzi ai più sfortunati, ai quali egli presta la voce vestendone i panni, così al Down, al cieco, al sordo, ecc. che vuole soccorrere: “Coraggio Corinne/ sta sorgendo il sole/ …/ che si può vivere/ anche…/ con il sapore del niente.” (pag. 21). La sua vuole essere denuncia e nel contempo speranza, esortazione, a non chiudere gli occhi.
Il Poeta, pare dire, che nessuno, per propria volontà, sceglie di vivere in una fogna. Se noi, che siamo gli altri, comprendessimo questo, allora il mondo sarebbe più pacifico. L’invito che il Poeta ci rivolge è di prendere coscienza della propria esistenza, di non lasciarci omologare, chiudendo gli occhi come se il resto non ci riguardasse, e non tradirsi mai. Ci si guarda intorno, nelle cose vicine, moderne e consumistiche, e perdiamo di vista la realtà di quanto accade nel mondo. La poesia con lui sembra essere risorta, e dopo un lungo sonno, egli risorge dal passato, in una sorta di rivincita sulla vita finora trascorsa: ”Il vento di Bisceglie/ trasporta la Stella/ lungo il mare/ e m’incanto al suo sorriso…/…/ Solo allora/ bacio/ la mia morosa di Bisceglie/ e vivo per gustare i suoi ‘sospiri’…” (43, puntini di sospensione nel testo).
Ancora, nel recupero della propria infanzia, così mi pare di interpretare, usa un linguaggio intrigante e scandaloso, seppure entrato nel lessico quotidiano, provocatorio o accondiscendente. Un componimento in dialetto un po’ irriverente, entra nel vivo della massa, sporcandosi le mani, rivolto al padre dice “E famme saltà/ o’ munno/ pecché/ m’ascassa o’ càzzo!” (pag. 36, Napoli 2010- Nu’ mare ’e guài) o guardando cose amene, ma anche nel vicino oriente; amore assente, o un indizio biografico in “bacio/ la mia morosa di Bisceglie”. Ma pure in due brevi pezzi in prosa, abbiamo una sorta di rivisitazione dei luoghi in cui ha vissuto; in uno, Io sono mafioso, si parla di morte per coloro che il pizzo “non l’hanno ancora versato”; nell’altro, La fiaba del Castello, si fa rivivere il Principe Ansaldo presso Barletta; in entrambi i casi denuncia sotto, sotto, il malessere della popolazione.
Domenico Ruggiero è poeta fra gente che non sa che cosa sia la poesia, fra gente intorpidita dai messaggi pubblicitari , così in una sorta di confidenza, in un componimento in omaggio ad Alda Merini ammette che siamo “incompresi/ in questo mondo assurdo”. Le sue sono osservazioni sulla vita, sulla morte, sull’Onnipotente. “Là dove finisce l’onda/ del mare/ si posa la salsedine/ su rocce di fuoco/ e il giorno comincia a divenire/ l’eternità del presente.” (55), in cui l’incipit risuona del titolo della raccolta, ivi ritroviamo il Nostro come eternauta eccellente che vagherà fra gli uomini, scriverà versi per tutti.
Domenico Ruggiero con questa raccolta dimostra che la poesia non è sepolta, come pensano tanti, ma vive clandestinamente in ognuno di noi laddove l’Autore, con la precisione delle parole e nell’invenzione della sintesi fulminea, abbozza un minimalismo letterario accattivante. I toni del parlato, dell’assolo, del confidenziale, la sintassi, la metrica, la musicalità diventano tutti elementi che mirano ad attingere una unità cercando una lingua che possa parlare di ogni cosa senza mai tradire il vero.”*
Tito Cauchi

*Motivazione ottenuta al Premio Nazionale 2011, Poesia Edita Leandro Polverini - Anzio, all’assegnazione del 2° posto nella sezione poesia minimalista. (NdA)






domenica 8 luglio 2012

Giro d'Italia delle poesie in cornice 2012 - Ruggiero tra i 60 finalisti


CASA EDITRICE MONTEDIT -
ASSOCIAZIONE CULTURALE
IL 
CLUB DEGLI AUTORI
 Melegnano - 30-05-2012

1° DOCUMENTO

Caro amico, gentile amica,

Abbiamo ricevuto la Sua iscrizione al Premio il Giro d'Italia
delle Poesie in cornice 2012.

Le alleghiamo la bozza della "pergamena" con la Sua poesia.
(... omissis...)
Le anticipiamo che l'opera con la quale ha partecipato al
Premio è stata giudicata in una prima selezione meritevole
di essere inserita nell'antologia che racchiuderà le opere più
significative che hanno partecipato al concorso.
La ringraziamo perché la partecipazione di numerosi poeti
di livello superiore alla media, come Lei, dà grande prestigio
a questa manifestazione.
La veste editoriale di questo volume sarà di primissima qualità.
(... omissis...) ...

La Segreteria del PremioN.B.
Questa è la 1a fase.
D. Ruggiero ha partecipato.


2° DOCUMENTO

D. Ruggiero è tra i 60 finalisti...

Resi noti i nominativi dei 60 Autori finalisti le cui
pergamene verranno esposte nelle tappe che si
svolgeranno da settembre a ottobre 2012 dove
i visitatori voteranno ciascuno 10 poesie considerate
a parimerito. La classifica finale verrà compilata in
base ai piazzamenti e ai voti ottenuti nelle singole
tappe che saranno man mano visibili su questa
stessa pagina.
 

  • Sono previste le seguenti tappe:

    • Montegrotto Terme (Padova) – Hotel Terme Olympia – viale Stazione, 25 – Montegrotto Terme (PD)
    • Rieti – Biblioteca Comunale Paroniana – piazza S. Pietro Martire, 28 dal 10 settembre 2012 al 15 settembre 2012 – dalle 9 alle 19,00
    • Melegnano (Milano) – Circolo degli Artisti presso Accademia delle Arti Scuola Sociale – via Marconi
    • Anguillara Sabazia (Roma) – Associazione Arché via del Trivio, 9 – Anguillara Sabazia (Roma) – Sabato 27 ottobre 2012 dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 19,00
  • Giugliano in Campania (Napoli) – Circolo degli Artisti Athena Club – Parco Noce 2° viale, 20 – Marina di Varcaturo –- Giugliano in Campania –Venerdì 28 settembre, Sabato 29 settembre e Domenica 30 settembre 2012 dalle 18:30 alle 21.30 circa.

  • La premiazione avverrà a Melegnano nel mese di gennaio 2013. I vincitori verranno tempestivamente avvisati a mezzo posta e tutti i partecipanti riceveranno una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati del concorso.


... omissis

Concorrente n° 66 con l’opera Poesia Lipogramma in A-U:
Forse il silenzio
 Domenico Ruggiero di Trani (BAT) 

.... omissis

N.B.
Questa è la 2a fase.

D. Ruggiero
 ha partecipato

mercoledì 4 luglio 2012

LA PARTICELLA DI DIO E' IL MUONE (A CURA DI D. RUGGIERO - 4-7-2012)


IL BOSONE DI HIGGHS NON E' LA PARTICELLA DI DIO

(AGI) - Roma, 4 lug. - La 'particella di Dio' che da' materia alla massa e tiene insieme il tessuto dell'universo esiste e Peter Higgs, fisico inglese ormai 83enne che nel 1964 l'aveva teorizzata, aveva ragione. Lui, scienziato timidissimo e discreto, titolare di un dottorato al King's College di Londra, unico vero lustro di un'esistenza semplice a Edimburgo, ora e' in lizza per il prossimo Nobel. Lo scienziato era a Ginevra oggi quando gli scienziati del Large Hadron Collider, il super-acceleratore di particelle che si trova alle porte della citta' svizzera, hanno trovato una nuova particella sub-atomica "consistente" con il bosone di Higgs. Una scoperta 'storica' per i fisici, l'equivalente della scoperta dell'America, del Dna o dell'approdo sulla Luna. Il 'mattone' che mancava all'ipotesi geniale di Higgs e che definisce una volta per tutte la teoria del bosone massivo e scalare previsto dal 'Modello standard' che definisce la materia. Ad aver provato l'esistenza di questa particella tanto elusiva, sono stati i ricercatori che lavorano a due dei tre esperimenti installati lungo i 27 chilometri di circuito sotterraneo del grande acceleratore in cui sono stati investiti 9 miliardi di euro, e cioe' Atlas e Cms. Tra questi l'italiana Fabiola Gianotti, una delle oltre seicento ricercatrici che hanno partecipato all'esperimento e coordinatrice di Atlas. Il risultato e' praticamente certo, si tratta di una precisione di 5 sigma, circa il 99,9999% di 'chance' che l'esperimento sia corretto che vuole dire che c'e' meno di una possibilita' su un milione che si tratti di un errore, la stessa probabilita' di lanciare in alto una monetina e che ricada per 21 volte sempre con la testa in su. La massa del nuovo venuto e' di circa 125 GeV (gigaelettrovolt), 133 piu' voluminoso di un protone. Intanto il mondo della scienza esulta, al culmine di 45 anni di ricerche e uno sforzo monumentale di generazioni di fisici. "E' straordinario che questo sia successo mentre sono ancora in vita" ha detto Higgs raggiante stringendo le mani a tutta l'equipe. Non accadeva dai tempi dell'allunaggio della missione Apollo, oltre 40 anni fa, di percepire tanta eccitazione che si e' concretizzata in una 'standing ovation' all'annuncio della scoperta. Prima di Higgs una prima idea di bosone era stata data dagli scienziati Francois Englert e Robert Borut che avevano per la prima volta descritto un meccanismo per la massa delle particelle. Il 15 settembre del 1964 Higgs aveva descritto la particella senza l'interazione della quale con le altre non sarebbe esistita la materia. "E' difficile non essere eccitati davanti a questi risultati", ha esultato visibilmente emozionato il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci. "Con tutta la cautela necessaria al caso - ha aggiunto - a me sembra che siamo arrivati a un punto di svolta: e l'osservazione di questa nuova particella indica la strada per il futuro". "Si e' chiusa un'importante fase e si e' aperto un capitolo nuovo e sconosciuto della fisica ha detto Aleandro Nisati, coordinatore della fisica dell'esperimento ATLAS, a margine del seminario organizzato questa mattina al Cern di Ginevra in cui e' stato dato l'annuncio della scoperta del bosone di Higgs. "Per i fisici c'e' ancora tanto lavoro da fare", ha sottolineato Nisati. "Per prima cosa bisognera' consolidare i risultati presentati oggi. A brevissimo - ha continuato - verranno sanciti da una pubblicazione". Il prossimo passo? "Stiamo continuando ad elaborare i dati - ha risposto - e raccogliendo tutte le informazioni, utilizzando altri canali bosonici, andremo a studiare le caratteristiche della particella confrontandole con quelle ipotizzate dal Modello Standard". "Questa volta - ha concluso Nisati - siamo abbastanza sicuri che i nostri dati sul bosone di Higgs non ci porteranno a uno scivolone come e' invece successo per la vicenda dei neutrini piu' veloci della luce". E' con un pizzico di imbarazzo che Aleandro Nisati, coordinatore della fisica dell'esperimento ATLAS, confessa all'AGI che questa volta i fisici sono molto sicuri. E Stephen Hawking, il grande matematico e fisico britannico, propone Higgs per il prossimo premio Nobel. "Peccato che ho perso una scommessa" ha detto Hawking, da oltre trent'anni malato di atrofia muscolare progressiva, che aveva scommesso con un collega americano che il 'bosone' di Higgs non sarebbe stato mai trovato.


www.AGI.it 
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D. RUGGIERO SOSTIENE LA BUFALA CHE IL BOSONE SIA
LA PARTICELLA DI DIO.
SENZA LEGGERE GIORNALI, VEDERE TV, O ALTRI MEZZI
DI INFORMAZIONE, D. RUGGIERO SOSTIENE, ANCHE A
SCAPITO DELLA SUA REPUTAZIONE, CHE IL BOSONE DI
HIGGS NON SIA LA PARTICELLA DI DIO CHE GLI
SCENZIATI STANNO CERCANDO.
AL CONTRARIO, DAI SUOI STUDI E DA SUOI
PROCEDIMENTI ANALITICI, SENZA CONOSCERE LA STORIA CHE SEGUE HA DATO PERSONALMENTE
UN NOME ALLA PARTICELLA DI DIO: CHE SI CHIAMA
                                       MUONE
IL NOME GLI E' VENUTO PER VIA INDUTTIVA, SCRITTO
IN UNA POESIA SENZA SAPERNE IL SIGNIFICATO
PRECISO CHE I FISICI GLI AVEVANO DATO, PER
ALTRA VIA.
CHIARAMENTE LE COSE VENGONO A GALLA, PRIMA O
POI, E D. RUGGIERO SI E' DOCUMENTATO, SI E'
STRABILIATO, MA HA TENUTO PER SE IL PROBLEMA, SENZA DIVULGARLO.
OGGI, 4-LUGLIO-2012, E' TEMPO CHE IL MONDO SAPPIA
CHE LA PARTICELLA, DI CUI ALL'ARTICOLO
SOTTOSTANTE E' QUELLA CHE GLI SCIENZATI DOVRANNO STUDIARE... SE CI RIESCONO.
IL BOSONE DI HIGGS E' UNA BUFALA.
ESISTE MA NON E' LA PARTICELLA DI DIO.
AUGURI E COMPLIMENTI A TUTTI I RICERCATORI.

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FISICA/ Alla scoperta dei “muoni” le particelle atomiche di cui nessuno sa spiegare l’esistenza

venerdì 12 giugno 2009


La notizia è di quelle che spaventano anche solo per i nomi degli oggetti considerati: si parla infatti di muoni e di atomi ottenuti assemblando particelle e anti-particelle. Se però si ha la pazienza di addentrarsi un po’ nel pittoresco mondo dell’ultrapiccolo, si può cogliere la portata dell’articolo pubblicato sulle Physical Review Letters dai fisici Stanley Brodsky dello SLAC National Accelerator Laboratory e Richard Lebed della Arizona State University, che hanno descritto un metodo che consentirebbero di identificare la "firma" di un nuovo elemento denominato muonio.

Abbiamo provato a seguire questa pista, guidati da Stefano Forte, docente di fisica teorica all’Università degli Studi di Milano.

 

Anzitutto, che cosa sono i muoni e cosa li distingue dalle particelle più comuni come protoni ed elettroni?

 

Una delle scoperte più interessanti degli ultimi trent’anni e che rappresenta un punto base del cosiddetto modello standard delle particelle elementari, è che ogni particella esiste in tre copie, in tre versioni: per ogni particella in natura ce ne sono altre due uguali ma più pesanti. Perché sia così è tuttora un grande mistero; ma è così. In particolare l’elettrone ha due fratelli maggiori, uguali da tutti i punti di vista, cioè con la stessa carica, le stesse caratteristiche fisiche, lo stesso tipo di interazioni, solo che sono più pesanti: sono il muone e la particella tau. Il primo è circa 500 volte più pesante dell’elettrone, il tau circa 2000 volte. Il muone è stata la prima ad essere scoperta, sorprendendo i fisici che hanno reagito, per bocca del premio Nobel Isidor Rabi, dicendo “e questa da dove viene, chi mai l’ha ordinata?”.

 

Così come con protoni ed elettroni si formano gli atomi, è possibile immaginare che si formi un atomo con particelle come i muoni? E cosa distingue il muonio dal “muonio vero”?

 

Bastano i comuni ricordi scolastici per indicare l’atomo come composto di protoni (carichi positivamente) attorno ai quali ruotano gli elettroni (negativi) in una configurazione che si mantiene stabile. Si può allora pensare di sostituire una di queste due particelle con un'altra che abbia la stessa carica elettrica ma per il resto caratteristiche differenti: ad esempio, mettere un muone al posto di un elettrone. Questa operazione non solo è pensabile ma atomi del genere sono stati realizzati in laboratorio e con essi si riesce a fare addirittura un po’ di chimica. Naturalmente si può pensare anche di sostituire il protone, in questo caso al suo posto dovrebbe andare l’antiparticella dell’elettrone (cioè il positrone o elettrone positivo): l’atomo così formato si chiama positronio ed è stato prodotto per la prima volta cinquant’anni fa al MIT di Boston. È un oggetto molto particolare, perché le due particelle hanno la stessa massa (diversamente da quanto accade tra protone ed elettrone) e quindi non c’è una posizione prevalente ma ciascuna ruota attorno all’altra. L’elettrone è una particella molto semplice: è stabile, non si disintegra, non ha interazioni forti ma solo elettromagnetiche: quindi il positronio è un sistema ideale per fare studi di precisione sulla forza elettromagnetica. Ed eccoci allora al muonio, che non è altro che il positronio con l’elettrone rimpiazzato dal muone: quindi, un muone e un anti-muone che ruotano uno attorno all’altro. Questo è il cosiddetto “muonio vero”. Ce ne sarebbe un altro, chiamato semplicemente muonio, costituito da un elettrone che gira attorno a un anti-muone; è producibile in laboratorio, anche se non lo ritengo particolarmente interessante. Lo sono invece gli altri prima menzionati, per la loro grande simmetria e il tipo di studi di precisione che ci permettono di eseguire.

 

Se si formano atomi di muonio (ad esempio nei raggi cosmici), perché non sono mai stati osservati?

 

Con questo tipo di sistemi particellari, il difficile non è tanto produrli quanto osservarli. Sono sistemi che si disintegrano facilmente, proprio perché sono formati da una particella e da un’antiparticella. Basta un decimo di miliardesimo di secondo perché il positronio si disintegri e un millesimo di miliardesimo di secondo per far sparire il muonio: la vita media del muonio è quindi di un picosecondo.

I raggi cosmici quando arrivano sulla Terra sono effettivamente fatti di muoni e quindi devono contenere sistemi del tipo di quelli che stiamo descrivendo. Però, nella enorme quantità di particele che piovono sul pianeta con i raggi cosmici, è molto difficile andare a evidenziare oggetti così effimeri.

 

Cosa ne pensa dell’idea di Brodsky e Lebed di produrre il muonio negli acceleratori? Che energie ci vorrebbero?

 

L’energia non è un problema; nei laboratori produciamo particelle ben più massicce. Il difficile, come dicevo, è vedere il muonio prodotto. La proposta dei due fisici americani è interessante perché propongono un nuovo tipo di acceleratore, mai finora realizzato, dove i due fasci di particelle, ruotanti ad alta velocità in senso opposto, si scontrano non frontalmente ma con un certo angolo. Così succederebbe che i prodotti della collisione tendono ad andare tutti in avanti separandosi però in base al loro peso e quindi rendendosi distinguibili. In acceleratori del genere sarebbe quindi possibile indagare quelle particelle e quei sistemi particellari piuttosto rari, un po’ strani ed esotici.

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http://www.ilsussidiario.net/
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giovedì 28 giugno 2012

Poesie di Giugno 2012

3 Nuove poesie inconsuete di Domenico Ruggiero:

1-

A chi serve questa storia
A lui
A voi
A nessun altro
All'ultimo arrivato
All'esercito del nulla
Alle chimere
Alle giardiniere
Ai politici
Ai mercanti in fiera
Ai marinai
A chi porta guai.
A me non serve.


2-

Corte cortese al cortile

dove pascolano
bestie gonfie di purè

pure insieme a farfalle impazzite
che volano girando

verso margherite ingiallite...

Poi scompaiono
parlando d'amore.

3-

Per te
Per qualcun altro
Per chi legge
Per chi scrive
Perduto amore
Per ogni giorno
Per sempre
Per qualcosa
Per tutto.
Per esempio
Voglio vivere tranquillo.

N.B. Grazie a tutti i miei sostenitori. Firmato: Mimmo